la Ricerca di Dio

-ACCOGLIENZA

-AMICIZIA

-BEATITUDINI (Il discorso della Montagna)

-Comunione, Eucarestia

-CREDERE in GESU’

-CROCE (Sacrificarsi per gli altri)

-GESU’ come RIFERIMENTO (la Trasfigurazione)

-Incontrare Gesù: Santa Messa domenicale

-MARIA Madre di DIO e GESU’ CRISTO

-Misericordia di Dio: il Perdono

-NATALE, Nascita del Figlio di DIO per la Salvezza di tutti

-PREGHIERA

-PRESEPIO, PASTORI primi PELLEGRINI, 3 RE MAGI

-SPERANZA (Verso la META)

-UMILTA'

-Vogliamo vedere Gesù

-7 doni dello Spirito Santo

-7 SACRAMENTI della CHIESA

-12 frutti dello Spirito Santo

-L’ACCOGLIENZA

Per poter chiedere dagli altri una certa gioia interiore, dobbiamo prima cercare di averla prima anche dentro noi stessi. Chiediamo al Signore che per poter vedere un mondo migliore a partire dal Prossimo vicino a noi, cambiamo prima noi stessi rendendoci disponibili verso gli altri. L’Accoglienza è dunque l’essere Umili e rendersi disponibili al Servizio del Prossimo.

Dobbiamo prendere ottimo insegnamento dall’esempio della collaborazione al disegno divino della salvezza da parte di Maria Madre di Gesù Cristo che ha messo a disposizione di Dio la sua persona per servirlo, rendendosi umile ha donato la propria vita per la cosa più importante della propria esistenza. Obbedendo al disegno di Dio con l’Annunciazione del Signore (25.03) tramite l’Arcangelo Gabriele, ha saputo capire quali sono i valori più importanti da seguire (il Servizio, la Fede, la Famiglia, l’Amore, l’Educazione, l’Ascolto …)

Dopo questo grande avvenimento non è rimasta a contemplare la grande Gloria scesa su di Lei, ma da subito si è prestata al servizio di chi ne aveva bisogno (visita alla casa di Elisabetta).

All’udito di questo importante saluto di chi, entrando nell’altrui casa, voleva da subito portare un positivo messaggio, e cercando pur essendo ospite di essere utile di chi ne aveva bisogno, il bimbo le sussultò nel grembo, per far capire quali sono le azioni, i messaggi importanti da compiere.

 

-MARIA Madre di DIO e GESU’ CRISTO

Per la Grazia di Dio Maria è rimasta immune da ogni peccato personale durante l’intera sua esistenza. E’ la “piena di Grazia” (Lc 1,28), la “Tutta Santa”. Quando l’Angelo Le annuncia che avrebbe dato alla luce “il Figlio dell’Altissimo” (Lc 1,32), Ella dà liberamente il proprio assenso con “l’obbedienza della Fede” (Rm 1,5). Maria si offre totalmente alla Persona e all’opera del Suo Figlio Gesù, abbracciando con tutta l’anima la volontà divina di salvezza.

Maria ha un unico Figlio, Gesù, ma in Lui la sua maternità spirituale si estende a tutti gli uomini che egli è venuto a salvare. Obbediente al fianco del nuovo Adamo, Gesù Cristo, la Vergine è la nuova Eva, la vera Madre dei viventi, che coopera con amore di Madre alla loro nascita e alla loro formazione nell’ordine della Grazia.Vergine e Madre, Maria è la figura della Chiesa, la sua più perfetta realizzazione.                                                                             

-NATALE, Nascita del Figlio di DIO per la Salvezza di tutti

Nel tempo di Natale celebriamo la Nascita e la manifestazione di Gesù Cristo, luce nel mondo, che viene ad illuminare le nostre tenebre.

Nella solennità di Natale, la nascita del Figlio di Dio in mezzo a noi “nell’umiltà della natura umana” e nella povertà della Grotta di Betlemme, ci porta il dono di una vita nuova e divina.

La liturgia della domenica dopo il Natale ci ricorda l’amore col quale Dio Padre ha amato il mondo – fino a mandare il proprio Figlio per salvarlo – un amore che si riflette nell’amore che deve regnare in ogni Famiglia Cristiana.

L’Ottava di Natale celebra il ricordo di Maria Madre di Dio, e nello stesso tempo glorifica il nome di Gesù, che significa “Dio salva”.

La seconda domenica dopo il Natale ci presenta il significato pieno del Mistero dell’Incarnazione: la Nascita del Figlio di Dio che viene a vivere secondo la condizione umana, inaugura la Nascita di tutti gli uomini alla vita di Figli di Dio.

Nella solennità dell’Epifania la luce di Cristo splende e si manifesta agli occhi di tutti. I Magi, che seguono il segno della Stella, rappresentano l’umanità intera, chiamata a riunirsi attorno a Gesù nella fede.

La domenica dopo l’Epifania celebra in particolare il Battesimo di Gesù: la voce del Padre e la forza dello Spirito Santo lo investono ufficialmente della sua missione di Salvatore. Ciò avviene per noi nel Battesimo.

 

-Il PRESEPIO, i primi PELLEGRINI, i PASTORI , i Tre RE MAGI

I primi Pellegrini sono i pastori, le persone semplici del posto che sentono gli angeli comunicare che qualcosa di importante nel mondo sta’avvenendo, annunciano che Gesù è venuto per la salvezza del mondo; una Stella Cometa nel cielo sta ad indicare poi a tutti i pastori, alle genti del posto e ai Tre Re Magi il luogo in cui il Verbo si è fatto carne, gli scritti dell’Antico Testamento sull’arrivo del Salvatore si stanno compiendo ed avverando.

Tutti noi dobbiamo farci missionari e renderci con uno spirito sempre e costantemente da Pellegrino, perché per arrivare a Lui Lo dobbiamo costantemente cercare e non perdere di vista facendoci distrarre dai mille problemi di questa nostra vita. Dobbiamo ricordarci che Lui ed il suo insegnamento sono e debbono restare il nostro primo punto di riferimento e scopo della nostra vita.

 

-L’UMILTA’

Gesù Bambino, Figlio di Dio, il Re dei Re, non è venuto per domare e dominare i popoli con la forza, imporre la sua volontà ai potenti, è invece venuto presentandosi alle persone più umili di un

piccolissimo e insignificante paesino ai bordi della Terra Santa a Betlemme, è nato in una Grotta. Ciò sta a significare che Gesù sceglie le persone povere, perché vuole farci capire che sono le cose semplici quelle che contano veramente di più, sono quelle più ricche di significato, sono i VALORI ESSENZIALI della nostra vita.

-La PREGHIERA

Dobbiamo imparare a pregare, per metterci in comunicazione con Dio, attraverso la Madonna, Gesù , e tutti i Santi intercessori per noi. Contemplando e meditando riusciremo a trovare un contatto con Lui per meglio capire il giusto cammino della nostra vita sulla strada che riconduce a Lui. Dio è nostro Padre e ci ha da sempre voluto bene, non ci ha dimenticati, e lasciandoci la libertà di scegliere tra il bene ed il male, ci aspetta a braccia aperte.

Per il suo grande amore per noi, ci ha mandato Suo Figlio Gesù, il prediletto, per salvarci dal nostro peccato originale tramandatoci con Adamo. Dio ci dice di dover ascoltare i Suoi insegnamenti, perché solo capendo e mettendo in pratica il Suo buon esempio, ritorneremo da Lui. E proprio Gesù ci insegna a metterci in gioco, a non sprecare la nostra vita, per capire quali sono realmente le cose più importanti, di guardare il nostro cammino come una vita di passaggio in prospettiva del nostro spirito, la nostra anima che saranno definitivamente risorte nella vita futura.

 

-GESU’ come RIFERIMENTO (la Trasfigurazione)

(festa il 06/08): oggi 12/03 il Vangelo ci ha parlato delle belle cose che ci fanno andare avanti, come punto di riferimento, così come ne è stato l’esempio della bella visione che Gesù ha voluto dare ai suoi amici Giacomo, Giovanni e Pietro salendo sul Monte Tabor per incontrare Dio nella magnifica visione con Mosè ed Elia dalle bellissime vesti candide, così lucenti che nessun lavandaio avrebbe mai potuto rendere altrettanto belle. Anche noi nelle difficoltà quotidiane dovremmo accettare di salire sul monte lungo la via faticosa che conduce a Dio sopportando le sofferenze e sapendo che c’è Lui là sopra ad aspettarci a braccia aperte e allo stesso tempo benedicendoci stendendo una mano in nostra protezione.

-CROCE (Sacrificarsi per gli altri)

La Santa Messa oggi ci ha fatto ricordare che Gesù ha sacrificato se stesso per gli altri morendo in Croce. E’ da quella Croce che dobbiamo tenere l’esempio di Colui che ci invita a non pensare a noi stessi, ma guardare verso il Prossimo, il fratello “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Quindi la felicità la troveremo quando vedremo nostro fratello gioioso per una nostra buona azione, e non quando avremmo cercato di rendere noi stessi felici cercando di accollarci alle cose materiali che ci chiudono in un mondo egoistico e superficiale, di superficie cioè e non verso lo Spirito.

Dovremmo trarre esempio dal chicco di grano che solo morendo produce molto frutto, così non dovremo pensare a questa nostra vita sul come moriremo, sul come potremmo mai evitarla, o per aggirarne l’ostacolo cercheremo di voler nascondere la questione, riversandoci su altre cose seppure inutili, quando invece avremmo dovuto pensare a costruire il nostro cammino di fede verso la strada che conduce a Dio, quindi una strada ricca di Spirito interiore con a base il buon esempio di nostro fratello maggiore Gesù Cristo.

-Vogliamo vedere Gesù

Alcuni Greci si avvicinarono a Filippo, che era di Betsaida di Galilea, e gli chiesero: “Signore, vogliamo vedere Gesù”. Se ieri era Filippo che portava a Cristo e questi al Padre, oggi la missione di indicare agli uomini di buona volontà il volto di Cristo tocca alla comunità dei redenti.

Ai giorni nostri la traduzione di “vogliamo vedere” sarebbe “vogliamo credere”. Tocca a noi che, amando e credendo, cresciamo nell’amore di Dio e del prossimo, indicare dove Cristo è realmente presente: anzitutto tra noi e in noi, nella misura in cui ci amiamo e viviamo nell’amore (ma gli increduli, incontrandoci, vedono in noi la testimonianza dell’amore?); nell’Eucarestia, dove il pane è il segno di una fraternità ritrovata davanti a un Corpo immolato per amore.

”Vogliamo vedere Gesù”: è il grido inconsapevole del giovane drogato che cerca una salvezza nella illusione della droga; è il grido della ragazzina troppo presto vendutasi per un pezzo di pane o per l’ebbrezza di una avventura più grande di lei; del disoccupato che cerca lavoro; dell’anziano spesso relegato ai margini della società perché non produce più; dell’immigrato fuggito alla disperazione della fale e delle malattie; di tutti coloro che cercano un senso al vivere e al morire.

Se cristiano è colui che ha incontrato Gesù e sta con Lui, lo accoglie in sé nel segno del Pane dell’Eucarestia e vive in familiarità con Lui, ogni cristiano è chiamato a fare conoscere Gesù nella propria famiglia, nella società in cui vive e in tutti i luoghi ove si snoda la sua giornata.

In vari modi, tutti dobbiamo essere missionari.

 

-La Misericordia di Dio: il Perdono

Il peccato è il peggior nemico dell’uomo, perché c’è un distacco da Dio. Sappi però che Dio ti perdona, sempre se tu avrai capito di aver sbagliato e di cercare la Confessione con il proposito di non sbagliare nuovamente. Siamo sì tristi per il male commesso, ma Dio ci ricorda la fragilità della natura umana, e quindi tramite questa debolezza dobbiamo trovare la forza per rimetterci in piedi volenterosi di proseguire nella giusta via verso Dio, operando nel bene con l’insegnamento che ci ha dato tramite suo Figlio Gesù Cristo.

Forse come Pietro nel triplice tradimento al canto del gallo in quella notte, non ci riconosciamo più come noi stessi, ci sentiamo vuoti e sconfitti dentro. Eppure Pietro insegna che dagli errori si impara a migliorarsi. Quel che è compiuto probabilmente è destino, è già stato scritto, quindi dobbiamo guardare avanti e d’ora innanzi fare più attenzione alle nostre opere, cioè dare un significato alla nostra esistenza partecipando in prima persona e coscienti di voler fare del bene, a modello di Gesù, accettando il perdono e perdonando gli altri donando loro quello che meglio loro si aspetterebbero da noi.

 

-L’AMICIZIA

E’ far contenti gli altri, senza un tornaconto. Non si è poi forse più contenti anche noi dopo aver regalato qualcosa di gratuito agli altri, cioè aver portato a frutto un qualcosa di buono che poi di nuovo renderà altro frutto?

Certo è facile trovare degli amici che più ti sono simpatici, e che magari all’inizio ti fanno gioire, perché tutto fila a meraviglia e ci si capisce al volo come ad entrambi più piacerebbe.

Ma poi a volte capita di scoprire in queste persone che alla fine altro non erano che dei conoscenti e non dei veri e propri amici, perché il fine aveva degli interessi diversi.

Un detto dice che chi trova un amico trova un vero tesoro, proprio perché l’amicizia deve essere gratuita e data dal cuore senza altri scopi, e al giorno d’oggi accerchiati da mille interessi ed ideali troppo facilmente manchiamo nello spirito.

Proviamo anche noi nel nostro piccolo a dare nelle nostre azioni qualcosa di buono agli altri per farli contenti, resteremo più contenti anche noi.

La semplice Amicizia se è sincera non tramonta mai.

 

-CREDERE in GESU’

Bisogna aver fede in Gesù, anche se qualche volta dubitiamo di Lui. Quando non lo sentiamo vicino a noi, e ci manca, vuol dire che comunque lo stiamo cercando.

Se siamo preoccupati, e proprio quando abbiamo più bisogno, ci potrebbe sembrare che Lui ci abbia abbandonato. Nelle nostre difficoltà ci voltiamo per cercare le sue orme che sappiamo dovrebbero camminare insieme a noi pari passo; e scoprendone solo un paio, pensiamo di essere rimasti soli, che Lui ci abbia dimenticato. Invece quelle orme sono di Lui che ci sta tenendo in braccio, … e noi non ce ne eravamo neanche accorti! Nelle difficoltà la presenza di Gesù ci fa crescere e incamminarci verso la via che porta al Padre. Dobbiamo solo trovarla.

Bisogna credere in Gesù anche se non l’abbiamo mai visto, perché non è vedendone i segni che avremmo una prova di essere certi, di trovare la verità. Siamo troppo spesso come Tommaso che vogliamo vedere per poter credere, e anche se la natura umana ha bisogno di risposte, dobbiamo…FIDARCI di LUI. E’ venuto a salvarci donando la sua vita. Il Padre misericordioso per amor nostro ha sacrificato suo Figlio!

Dobbiamo prendere esempio ed aver fede come ha fatto Maria, cioè lasciarci prendere dal suo amore, senza timori, né paure perché al nostro fianco c’è sempre la loro benedizione e protezione.

 

-I 7 doni dello Spirito Santo

Preghiamo il Signore perché lo Spirito Santo ci guidi sempre nel nostro operato e ci accompagni con l’aiuto di questi grandi doni:

1.Sapienza

2.Intelletto

3.Consiglio

4.Fortezza

5.Scienza

6.Pietà

7.Timor di Dio

 

-I 12 frutti dello Spirito Santo

Preghiamo il Signore perché lo Spirito Santo ci guidi sempre nel nostro operato e ci accompagni con l’aiuto di questi grandi frutti:

1.Amore

2.Gioia

3.Pace

4.Pazienza

5.Longanimità

6.Bontà

7.Benevolenza

8.Mitezza

9.Fedeltà

10.Modestia

11.Continenza

12.Castità

-Incontrare Gesù: la Santa Messa domenicale

La Liturgia è la celebrazione del Mistero di Cristo e in particolare del suo Mistero pasquale.

In essa, mediante l’esercizio dell’ufficio sacerdotale di Gesù Cristo, con segni si manifesta e si realizza la santificazione degli uomini e viene esercitato dal Corpo mistico di Cristo, cioè dal capo e dalle membra, il culto pubblico dovuto a Dio. Attraverso la Liturgia, Cristo continua nella sua Chiesa, con essa e per mezzo di essa, l’opera della nostra redenzione.

Nella Liturgia il Padre ci colma delle sue Benedizioni nel Figlio incarnato, morto e risorto per noi, ed egli effonde nei nostri cuori lo Spirito Santo. Nel contempo la Chiesa benedice il Padre con l’adorazione, la lode e l’azione di grazie ed implora il dono del suo Figlio e dello Spirito Santo. (Opera della Santissima Trinità)

Nella Liturgia della Chiesa, Cristo significa e realizza principalmente il proprio Mistero pasquale. Donando lo Spirito Santo agli Apostoli ha concesso loro e ai loro successori il potere di attuare l’opera della salvezza per mezzo del Sacrificio Eucaristico e dei Sacramenti, nei quali egli stesso agisce per comunicare la sua grazia ai fedeli di tutti i tempi e in tutto il mondo.

Nella Liturgia si attua la più stretta cooperazione tra lo Spirito Santo e la Chiesa. Lo Spirito Santo prepara la Chiesa ad incontrare il suo Signore; ricorda e manifesta Cristo alla fede dell’assemblea; rende presente e attualizza il Mistero di Cristo; unisce la Chiesa alla vita e alla missione di Cristo e fa fruttificare in essa il dono della comunione.

Gesù dice: dove 2 o più persone sono riunite nel mio nome, io sarò in mezzo a loro.

Questo accade tutte le domeniche, perché anche se non lo vediamo, Gesù è sempre presente in mezzo a noi e con lo Spirito Santo ci ridà la nuova forza per continuare nel cammino di fede.

La Comunione o Eucaristia è poi il momento massimo del raccoglimento, in quanto Gesù entra con il suo corpo dentro di noi.

 

-La Comunione, l’Eucarestia

L’anno 2005 è stato l’anno dell’Eucarestia. “Fare la Comunione” è uno degli aspetti dell’Eucarestia, perché ad esso si aggiunge quello del “memoriale della passione, morte e resurrezione di Gesù” e l’aspetto dell’adorazione e dell’Eucarestia portata agli ammalati.

Già le prime Comunità Cristiane hanno sentito la necessità di porre delle norme da rispettare nell’accostarsi alla Comunione.

San Paolo avverte: “chi mangia e beve indegnamente il Corpo e il Sangue del Signore, mangia la propria condanna”. Per questo egli invita i suoi battezzati ad ESAMINARSI BENE prima di accostarsi alla Mensa del Signore.

La Chiesa riassume le condizioni richieste a tutti:
-una fede profonda nella presenza del Signore Gesù nel Pane e nel Vino consacrati;

-essere liberi da ogni peccato grave. In questo caso è richiesto premettere la Confessione;
-astenersi dai cibi e dalle bevande che non siano pura acqua e medicine, per almeno 1 ora prima di fare la Santa Comunione. Eccezioni sono per i malati ed anziani;

-decoro nel vestiario.

 

-I 7 SACRAMENTI della CHIESA

I Sacramenti sono SEGNI sensibili ed efficaci della grazia, istituiti da Cristo e affidati alla Chiesa, attraverso i quali ci viene elargita la vita divina:

Sacramenti dell’iniziazione cristiana:

1.Battesimo

2.Confermazione

3.Eucarestia

Sacramenti della Guarigione:

4.Penitenza

5.Unzione degli Infermi

Sacramenti al servizio della comunione e della missione:

6.Ordine

7.Matrimonio

Cristo ha affidato i Sacramenti alla sua Chiesa, sono “della Chiesa”, cioè “da essa” sono azioni della Chiesa, Sacramento dell’azione di Cristo; e “per essa” nel senso che edificano la Chiesa.

Il carattere Sacramentale è un “sigillo” spirituale, conferito nei Sacramenti del Battesimo, Confermazione e Ordine. Esso è promessa e garanzia della protezione divina. In forza di tale sigillo il cristiano è configurato a Cristo, partecipa in vario modo al suo sacerdozio e fa parte della Chiesa secondo stati e funzioni diverse. Viene quindi consacrato al culto divino e al servizio della Chiesa. Poiché il carattere è indelebile, i Sacramenti, che lo imprimono, si ricevono 1 sola volta nella vita.

I Sacramenti non solo suppongono la fede, ma con le parole e con gli elementi rituali la nutrono, la irrobustiscono e la esprimono. Celebrando i Sacramenti, la Chiesa confessa la fede apostolica. Da qui viene l’antico detto: “Lex orandi, lex credendi”, cioè la Chiesa crede come prega.

I Sacramenti sono efficaci ex opere operato (“per il fatto stesso che l’azione sacramentale viene compiuta”), perché è Cristo che agisce in essi e che comunica la grazia che significano, indipendentemente dalla santità personale del ministro. Tuttavia i frutti dei Sacramenti dipendono anche dalle disposizioni di chi li riceve.

Per i credenti in Cristo, i Sacramenti sono necessari alla salvezza,  anche se non vengono dati tutti ad ogni singolo fedele, perché conferiscono le grazie sacramentali, il perdono dei peccati, l’adozione a figli di Dio, la conformazione a Cristo Signore e l’appartenenza alla Chiesa.

Lo Spirito Santo guarisce e trasforma coloro che li ricevono.

La grazia sacramentale è la grazia dello Spirito Santo, donata da Cristo e propria di ciascun Sacramento. Tale grazia aiuta il fedele nel suo cammino di santità, e così pure aiuta la Chiesa nella sua crescita di carità e di testimonianza.

Nei Sacramenti la Chiesa riceve già un anticipo della vita eterna, mentre resta “nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore Gesù Cristo”

(Tt 2,13).

-Le BEATITUDINI (Il discorso della Montagna) Matteo 5, 1-12

Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna, e messosi a

sedere,gli si avvicinarono i suoi discepoli.

Allora aprì la sua bocca per ammaestrarli, dicendo:

Beati i poveri in spirito

Perché di essi è il regno dei cieli.

Beati quelli che piangono

Perché saranno consolati.

Beati i miti

Perché erediteranno la terra.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia

Perché saranno saziati.

Beati i misericordiosi,

perché troveranno misericordia.

Beati i puri di cuore,

perché vedranno Dio.

Beati quelli che operano per la pace,

perché saranno chiamati figli di Dio.

Beati i perseguitati a causa della giustizia,

perché di essi è il regno dei cieli.

Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e,

mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi a

causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la

vostra ricompensa nei cieli.

 

-VERSO LA META (La Speranza)

La speranza ci esorta a non tener conto del presente,

ma ad aspettare le cose che verranno,

dimenticando ciò che ci sta dietro e tendendo con l' anima verso la meta che ci sta davanti.

Ma allora niente è tanto nemico della speranza quanto il voltarsi indietro,

cioè riporla, la speranza, nelle cose che svaniscono e passano.

Dobbiamo porla, invece, in quelle cose che ancora non ci sono state date,

ma che, destinate ad esserci date un giorno, non passeranno mai.

Sant'Agostino (354-430)

 

testi tratti da: COMPENDIO (CATECHISMO della CHIESA CATTOLICA)