SAN PIETRO MUSSOLINO

L'abitato di S. Pietro Mussolino è disposto in parte a fondovalle e in parte all'inizio delle pendici del monte che Io sovrasta.

In realtà il paese è il risultato dell'unione di tre diversi agglomerati: Mussolino, S. Pietro e S. Pietro Vecchio, mentre la porzione di abitato che costeggia la strada Valchiampo è in buona parte costituita da abitazioni recenti e costruzioni ad uso artigianale e industriale.

La superficie territoriale è di ha. 411, l'altitudine va da un minimo di 231 metri s.l.m. ad un massimo di 550 metri s.l.m., gli abitanti sono 1510.

Il comune è interamente attraversato dalla strada provinciale della Valchiampo ed è punto di partenza per un'altra provinciale, quella della Campanella, diretta ad Altissimo e Valdagno.

Sull'origine del nome di S. Pietro Mussolino vi sono opinioni discordi.

La prima parte deriva, ovviamente, dal nome del santo omonimo; la seconda potrebbe trarre origine dal vocabolo "mussolin", che significa moscerino, forse a voler ricordare l'abbondanza in loco di tali insetti.

Alcuni storici, però, sono propensi a ritenere come punto di partenza il toponimo "mansus", ossia pezzo di terra incolta (assegnato nel 1200 ad ogni cimbro perchè fosse disboscato e lavorato), che poi nel corso dei secoli è stato modificato in "masolin" e "mozolin".

Le origini della popolazione di S. Pietro Mussolino sono tedesche, come del resto quello di altri comuni a nord della valle.

L'integrazione fra l'elemento cimbro del luogo e quello latino esistente in tutti i paesi a sud dello stesso, non fu sempre facile.

Però già nel 1381 alcuni documenti testimoniano scambi e accordi fra il comune di S. Pietro Mussolino e quello di Chiampo.

Infatti in tale data il Podestà di Vicenza Stefano Piccardi, a nome dell'autorità scaligera, diede a livello ai teutonici un'estensione di terra che era proprietà di Chiampo.

La chiesa di S. Pietro Mussolino esisteva già nel 1419 ed ebbe il suo cimitero attiguo a partire dal 1487; rimase però sussidiaria della parrocchia di Chiampo per molto tempo, come risulta da un'investitura datata gennaio 1480.

Il 7 giugno dello stesso anno gli uomini di S. Pietro Mussolino si riunirono in generale "vicinia" a Chiampo per eleggere a rettore della propria chiesa il sacerdote Giovanni De Alemagna da Ratisbona.

Altri sacerdoti di lingua tedesca si susseguirono per tutto il 1400, a conferma del fatto che la popolazione parlava ancora e soltanto quel tedesco antico chiamato Cimbro. Solo verso la fine del 1500 il latino volgare entrò a far parte del vocabolario locale.

L'opera di maggior interesse è sicuramente la chiesa "vecchia" di S. Pietro Mussolino.

La chiesa parrocchiale, votata a S. Pietro Apostolo, è stata invece ricostruita nel 1949, sulle macerie della precedente, bruciata durante

l'ultima guerra mondiale.

L'attività agricola, un tempo unica fonte di sostentamento, è stata sostituita in questi ultimi decenni dall'attività artigianale e, soprattutto, dalla piccola industria per la lavorazione del marmo, della pelle e delle materie plastiche.

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Testi tratti da: “RICORDI DI UNA VALLATA” La Valle del CHIAMPO da CAMPODALBERO a MONTEBELLO nella collezione BRAVO PALMIRO CLAUDIO.