CRESPADORO

Il Comune di Crespadoro si trova nell’Alta Valle del Chiampo.

Il Capoluogo, come pure le frazione di FERRAZZA, sorge a fondovalle, proprio a ridosso della Catena di Monti che, disposta a ferro di cavallo, chiude verso nord la vallata.

Campodalbero, Durlo e MARANA, sono invece paesini disposti ad altezze diverse lungo il pendio delle montagne.

Crespadoro ha una superficie territoriale molto vasta, 3013 ha, per la maggior parte composta da boschi lussureggianti; l’altitudine va 326 a 1975 metri s.l.m.e gli abitanti residenti nel 1999 erano di 1504.

Non è facile trovare la derivazione esatta del termine “Crespadoro”, ma tutto lascia credere che la sua radice si identifichi con il toponimo latino “crespanum”, "crispa" cioè terreno un po' ondulato, e d'oro” vuol dire forse soleggiato.

Gli abitanti del luogo danno a riguardo la loro versione. C’è chi dice derivi da “cava d’oro”, perché nel territorio comunale esisteva una galleria, dalla quale pare si estraesse tale metallo; altri preferiscono vedere nelle “creste dorate”, ossia le montagne illuminate dal sole, la derivazione più logica.

Anche a Crespadoro le origini della popolazione sono cimbre. L’arrivo di queste genti dalla lontana Germania, va fatto risalire ai primi anni dell’undicesimo secolo. Esse si stanziarono in una zona fino ad allora pressoché disabitata e, in qualità di esperti boscaioli, pulirono le foreste, dissodarono il terreno e crearono alcune zone prative, ove coltivare e far pascolare il bestiame.

La parrocchia di S.Andrea figura già dal 1200 come membro ausiliario della vasta Pieve di S.Martino di Chiampo, alla quale facevano capo tutte le altre chiese dell’Alta Valle. Fino al 1500 furono sacerdoti tedeschi a guidare la vita spirituale della comunità; poi iniziò la lenta ma costante integrazione dei precettori latini.

Quando alla fine del 1100 alcune regioni dell’Italia del nord ottennero l’autonomia comunale, pure Crespadoro assieme a Marana, Durlo e Altissimo, si proclamò “libero comune”. Come si può notare, a quel tempo alcuni paesi che ora sono frazioni di Crespadoro vivevano la loro indipendenza.

I confini della Comunità Montana furono fissati per la maggior parte il 27 luglio 1329 dall’autorità scaligera. Alla dominazione dei Della Scala succede quella Viscontea e in seguito Crespadoro entrò volontariamente a far parte della Serenissima Repubblica Veneta. Proprio sotto la guida di Venezia, nel 1451 si sistemarono pure i confini con la zona veronese, divenuti di attualità per alcune controversie. Ma la configurazione del comune non è ancora definitiva. Infatti nel 1743 questo venne suddiviso in tante parti, dette colonnelli; i colonnelli di sopra e sotto Castello, assieme a Campodalbero, si riunirono, mentre il colonnello di Sacco preferì rimanere indipendente. Tale situazione perdurò fino al 1815, quando Crespadoro assunse l’attuale conformazione.

Durante l'ultima guerra subì pesanti rappresaglie nazifasciste.

L’economia della comunità rurale si basa principalmente sull’agricoltura, soprattutto per quanto riguarda legumi, cereali, patate e foraggio. In percentuale inferiore compare anche l’allevamento. Gli ultimi decenni hanno aperto sbocchi per iniziative di tipo turistico nelle zone di Durlo, Campodalbero e Marana.

Mostra mercato dei corgnoi - 08 dicembre
Si festeggia l'8 Dicembre, festa dell'Immacolata. Nasce a Crespadoro nel 1980, originata da un antichissimo mercato locale con scadenza il 2° giovedì di Dicembre e da una radicata tradizione di raccogliere e allevare questo mollusco (lumaca opercolata) e mangiarne in famiglia la vigilia di Natale. A Crespadoro in Piazza Municipio.

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Testi tratti da: “RICORDI DI UNA VALLATA” La Valle del CHIAMPO da CAMPODALBERO a MONTEBELLO nella collezione BRAVO PALMIRO CLAUDIO.