'Andate alla FONTANA a BERE e a LAVARVI'
“Bellezza e fede: il volto e l’anima della Valle del Chiampo”: così scriveva nel 1961 Liberio Fochesato, nella storica rivista “Il Chiampo”.
La Valle è un luogo pieno di verde, di luce, di quiete. Lo sapeva e lo cantava anche Giacomo Zanella, basta pensare ai suoi sonetti e dalle sue liriche. Sembrano impastati con l’acqua limpida d’argento delle nostre fontane di contrada.
Ma nella Valle ci sono anche molte fonti di fede. Una fede traboccante, aperta, solenne. Lo notò pure lo storico Maccà, che, a metà dell’Ottocento, scriveva: “Dovunque, per i villaggi o lungo le vie e sugli stessi cocuzzoli dei monti, i segni della religione. Croci, nicchie, tabernacoli e chiese; specialmente chiese”.
In questo ambiente di fede, nel 1935, a Chiampo venne aperta una nuova sorgente di pietà, sintesi di bellezza e fede: la Grotta di Fra Claudio.
Di chi l’idea? Di tutti e di nessuno, un’idea senza ipoteche e diritti d’autore, che mescola realtà e leggenda. Una signora di Roma, Caneo Salis Assunta, nel 1931 promise un’offerta al Rettore del Collegio Serafico perché facesse qualcosa per la Madonna. Fu la prima goccia della sorgente di fede.
Egli pensò a una Grotta nel giardino e contattò l’ingegnere Ottavio Vignati di Arzignano.
“Perché non la fate come quella di Lourdes?” – propose l’ingegnere. Fu la seconda grande goccia.
Il superiore, Padre Ippolito, lì presente, colse al volo la proposta: “Sì, come quella!” – confermò.
Il futuro della Grotta fu deciso. L’8 dicembre 1933 venne posta la prima pietra. Il forte e generoso popolo della Valle corse in gara ad aiutare nella costruzione: giunsero carri per trasportare le pietre, scavatori di sabbia, manovali.
Il lavoro, mano a mano, scoprì difficoltà impreviste, statiche, tecniche ed artistiche. Non si trattava solo di mettere assieme un mucchio di sassi.
C’erano anfratti, sporgenze, sinuosità e strapiombi di tre metri da creare. Bisognava dare una forma alla Grotta, un volto gigantesco di 350 metri quadrati di superficie.
Il 7 aprile 1934 entrò in scena il protagonista, il fautore principale della Grotta. Il Professore Riccardo Granzotto chiamato Fra’ Claudio, appena uscito dall’Accademia delle Belle Arti di Venezia con il massimo dei voti in scultura.
Egli corresse il bozzetto, introdusse importanti ed audaci modifiche nella costruzione, tendendo all’identità perfetta con quella di Lourdes.. Il 20 aprile 1934 gettò in cemento e ferro un grande arco, quasi un ponte, fulcro dell’intera costruzione. Per realizzare le sporgenze, escogitò un’astuzia: sporse intrecci di ferri che poi coperse con il cemento.
Gli anziani del paese hanno ancora viva nella mente l’immagine di Frà Claudio che, con un enorme rapportatore, si spostava infaticabile da un lato all’altro della rupe.
Il 29 settembre 1935 l’opera era compiuta: “Prodigio – commentò l’Osservatore Romano – della povertà e della fiducia francescana”. La Grotta, alta 15 metri e larga 34, era costata 2000 quintali di cemento, parecchie tonellate di ferro, due anni di lavoro. E’ quasi tutta fuori piombo, il vano centrale ha un’apertura di 8 metri, la nicchia è alta 2,20 metri e profonda 1,50. Ed ecco gli anfratti, i solchi, gli strapiombi.
E poi, copie fedeli di Lourdes, l’altare, il pulpito, la cancellata, e, soprattutto, la FONTANA BENEDETTA.
“Questa fontana è simile in tutto e per tutto a quella della Grotta di Lourdes francese – spiega Padre Raffaele del Convento Francescano di Chiampo – si narra che la Madonna apparve a Bernadette il 25 febbraio del 1858 e le disse di scavare per terra. La pastorella scavò a mani nude e dalla terra sgorgò acqua pura di sorgente.
La Madonna disse a Bernardette parole che ancora oggi sono incise sulla fontana: ”ALLEZ BOIRE A AL FONTAINE ET VOUS LAVER” e cioè “ANDATE ALLA FONTANA A BERE E A LAVARVI”.
Quando Frà Claudio andò a Lourdes dal 22 al 27 maggio del 1934 a visitare la Grotta per poi riprodurla fedelmente, non potè non notare la sorgente d’acqua miracolosa posta nell’angolo sinistro appena all’esterno della Grotta e poi la riprodusse qui a Chiampo, nella sua Grotta. In realtà a Lourdes la sorgente miracolosa sgorga nel lato interno sinistro della Grotta e da anni è sottovetro – prosegue Padre Raffaele – l’acqua della fonte viene incanalata nella fontanella posta nel lato sinistro esterno della Grotta, proprio come qua.
Ci sono tre rubinetti per bere, poi l’acqua scorre fino ai bagni dove ci si può lavare. E, soprattutto, gli ammalati hanno la possibilità di venire immersi completamente per alcuni minuti in una vasca di acqua miracolosa.
Anche Fra Claudio trovò la surgiva qui a Chiampo: appena sopra la Grotta infatti c’è una sorgente naturale.
Il Beato la incanalò e costruì la fontana, alta un metro, lunga uno e mezzo e larga una decina di centimetri.
L’acqua venne benedetta nel punto in cui sgorgava e da allora i fedeli che da ogni parte d’Italia giungono qui, ne bevono un sorso.
La Grotta, con l’altare, le statue della Madonna dell’ IMMACOLATA CONCEZIONE e di Bernadette SOUBIROUS e la Fontana, canta la gloria della Madonna e l’amore dei pellegrini: di anno in anno la sorgente di fede si riempie e tutti vi trovano fede, arte, poesia e gioia”.
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