VIA CRUCIS
La “VIA CRUCIS” eretta nel giugno del 1989 presso la Grotta dell’Immacolata è in perfetto accordo con lo spirito e la tradizione dei Frati Francescani. Questa devozione scaturì dalla pietà di San Francesco d’Assisi e dei Frati Missionari di Terra Santa, dove dal 1220 sono custodi dei Santuari. Dalla Palestina, attraverso i secoli, venne diffusa ovunque.
Tra i molti propagatori, si distingue San Leonardo da Portomaurizio (1676-1751), predicatore, che in circa 20 anni ne eresse ben 576, incluso quello del Colosseo di Roma.
La Via Crucis stimola la partecipazione alla Passione di Cristo in vari modi. Presenta un percorso ascensionale di m.560 con 15 stazioni. I gruppi statuari di BRONZO ad altezza naturale di m.2-2,30 sono opera di 7 scultori italiani (di cui 3 Frati Francescani).
Presenta un’ordinata ricostruzione scenica degli episodi Evangelici e dei maggiori spunti della tradizione, atti a favorire l’imitazione e la meditazione.
All’entrata e nelle stazioni 11, 12 e 13 tra i personaggi del dramma è stato inserito SAN FRANCESCO d’ASSISI, stimmatizzato ed esemplare di meditativo della Passione di Cristo.
La 14° stazione è la riproduzione fedele del SANTO SEPOLCRO di Gerusalemme, che custodisce “il CRISTO MORTO”, calco in BRONZO dell’originale scolpito dal Beato Claudio e conservato a Vittorio Veneto.
L’importanza all’inscindibile legame tra Passione e Risurrezione del Signore, viene data dalla 15° stazione, che dà risalto alla vittoria di Gesù sulla sofferenza e sulla morte. Da ciò scaturisce una visione unitaria del mistero Pasquale nella storia della Redenzione.
La Via Crucis, nata per volontà popolare, progettata e diretta dall’Ing. Ferruccio Zecchin di Chiampo è un’opera artistica voluta in Memoria del Beato Claudio Granzotto scultore, con intento preciso di concretizzare un suo desiderio inattuato e operare un raccordo con Lourdes.
E’ ritenuta fra le più belle e caratteristiche del mondo; per l’espressività dei gruppi statuari; per l’ambientazione boschiva come sottofondo ecologico, dove la Natura avvolge il mistero della Passione di Cristo; per la tonalità Francescana mostrata nella presenza statuaria di SAN FRANCESCO; per la silenziosità meditativa che immerge nella contemplazione del grande Mistero Cristiano.
Secondo il Vescovo diocesano di Vicenza Mons.Pietro Nonis “non ha eguale nel mondo, perché è viva, suggestiva ed icastica dal punto di vista artistico”.
Per partire con meditazione dall’entrata della Via Crucis, ci si può preparare intellettualmente riscoprendo l’ambiente che ci circonda, poiché la NATURA intorno a noi funge da protagonista sin dallo stesso parcheggio ove abbiamo lasciato il nostro arrivo motorizzato. Possiamo immergerci psicologicamente nell’ATMOSFERA SPIRITUALE, di PREGHIERA e MEDITAZIONE. Incorniciata dalle colline circostanti dei Monti Lessini, che ricordano l’atmosfera stessa dei Pirenei come sottofondo della Grotta di Lourdes di Francia a Massabielle.
La Via Crucis è inserita in un Parco Botanico incantevole con oltre 350 specie di PIANTE, e punteggiato da macigni GEOLOGICI arabescati da erosioni glaciali.
Prima di raggiungere l’entrata si percorre il lungo viale alberato di ordinati cipressi che svettano nel cielo quasi ad indicare la retta via.
Nel percorso a serpentina della VIA DOLOROSA di m.560 sono collocati nell’ordine tradizionale della Passione di Cristo GRUPPI STATUARI resi vivaci dal brio futuristico degli artisti (Amodei ed Ischia si distinguono per la loro arte realistica).
Ogni stazione ci farà molto meditare, perché ci potremo riscontrare nei vari personaggi che incontreremo, e quindi ci darà da riflettere lungo il nostro cammino di CONVERSIONE, PREGHIERA, FEDE.
Ci accompagnerà per questa positiva riflessione S.Francesco d’Assisi che già nella 1° rappresentazione statuaria ci mostra il suo totale abbandono e fedele incontro con Dio. Qui l’autore cerca di esprimervi l’immedesimazione di Francesco con il Cristo. E sulla roccia il motivo di S.Francesco “Vorrei percorrere il mondo piangendo la Passione del mio Signore”.
Ritornando all’aspetto ambientale, troveremo che ogni stazione è proprio viva, perché i lineamenti delle figure in bronzo mostrano la loro DINAMICITA’, come se si muovessero, fossero in cammino con noi lungo la Via Dolorosa, ci volessero dire qualcosa, dare un MESSAGGIO importante da portare con noi nel nostro cuore anche oltre la Via Crucis per il ritorno a casa.
Ed anche la Natura qui si sposa a perfezione, in quanto pianta o albero non è stato scelto a caso, ma appositamente inserito in quel tipo di scena ove armonia e sentimento sono fusi insieme. Così troveremo il percorso in salita durante i momenti difficili della Passione di Cristo, in DISCESA all’arrivo del S.Sepolcro. Ci scopriremo oltre alle piante gigliacee e conifere già presenti prima della costruzione della Via Crucis, tratti di cespugli ed oltre 700 alberi d’orto botanico. Così la Crocifissione ha come sfondo le conifere ed i pruni; la Cima del Golgota è inserita in una corona aspra di rocce sporgenti dal suolo tra un’ala di betulle ed una cascatella d’acqua. Nella Deposizione cipressi e le sofore iaponiche on i loro rami penduli e contorti. Ma poi troviamo anche il Ginko biloba, i carpini, il pino domestico, il faggio, le querce, i liriodendri, il cedro dell’Himalaia; quindi l’alloro, l’agrifoglio, la betulla, il pino mugo, i tigli, e sopra il Sepolcro troviamo il Cedro del Libano (legno del quale fu costruito il Tempio di Salomone).
Verso l’uscita infine sembra proprio di essere nell’Orto degli Ulivi di Gerusalemme.
Poco prima di terminare il percorso troveremo un disegno floreale raffigurante il “TAU” di S.Francesco, che ci potrebbe far ricordare che se lo vogliamo, anche dopo la preghiera questa unica esperienza di riflessione della Via Crucis potrà essere stata motivo di CONVERSIONE per la nostra VITA, il nostro cammino come lo è stata di esempio quella di S.Francesco.
All’uscita troviamo infine sulla destra un grande albero secolare, segno forse che nei tempi nulla scompare agli occhi di Dio, ed il Legno “buono” rimarrà in eterno.
Di fronte dopo una breve salita, al termine del viale, troveremo la Statua dell’INCORONATA; e più a destra il MUSEO P.A.Menin; mentre di fronte si situa l’ingresso della GROTTA di LOURDES.
 
Il significato concettuale delle varie stazioni nell’espressione dei vari autori vuole dire:
-stazione I:    La Condanna (esprime la serena sorpresa del Cristo di fronte all’umanità cattiva che lo condanna);
-stazione II: Porta la Croce (la Croce, è il Legno di Gesù, con il quale sente tutto il peso di quello che si compirà);
-stazione III: 1° Caduta (la drammaticità della Caduta di quel Cristo che fin pochi giorni prima era acclamato dalle
folle. Nota particolare sono le gesta patetiche non si sa se per effetto o per bisogno di aiuto);
-stazione IV: Incontra la Madre (è l’ultimo saluto che gli dà la Madre in disparte ma colma di fede e di doloroso
stupore);
-stazione V:   Il Cireneo (il compagno di viaggio di Gesù esprime una generosità genuina che dà un breve sollievo a
Gesù, portandogli la Croce);
-stazione VI: La Veronica (simboleggi all’umanità che coraggiosamente si fa avanti per asciugare il sudore ed il
sangue di Cristo. L’angelo che ne avvolge il tutto in un vortice, spirale d’amore, suggerisce il mistero
del germoglio della Croce, il piccolo rametto che dall’inizio del legno sta nascendo);
-stazione VII: 2° Caduta (la tragedia del Cristo che cade sotto il peso della Croce è indifferente al centurione ed ai 2
 soldati che ne sollecitano il cammino);
-stazione VIII: Le Pie Donne (esprime il gesto di Pietà delle donne di Gerusalemme che stemperano un po’ la
 crudezza del martoriato cammino di Gesù. Significativa l’espressione delle Pie Donne sofferenti ed
       addolorate, che per volere dell’autore rievocano il ricordo buono del Cristo delle Parabole e dei Miracoli);
-stazione IX: 3° Caduta (il dramma della caduta, con Cristo che con la mano tesa sta cercando aiuto indicando allo
          stesso tempo il Golgota, propone al suo aiuto la nostra coscienza che passa attraverso il muro
         dell’ignoranza, solo l’ingenuità di un innocente bambino cerca di aprire una finestra sul dramma divino);
-stazione X: La Spoliazione (esprime il contrasto tra la figura del Cristo dal volto addolorato ma vivo nell’amore
          con gli spoliatori che con espressione dura e vuota sono senza pietà e commiserazione);
-stazione XI: La Crocifissione (esprimono la sofferenza fisica di Gesù, quella spirituale di S.Francesco, e
                       l’indifferenza del crocifissore che abituato al tipo di lavoro si ferma un attimo accorgendosi forse di
                       provare anche lui dei sentimenti dimenticati, e sembra quasi voler chiedere scusa di compiere
                       quell’atto così tristo);
-stazione XII: La Morte in Croce (Cristo crocifisso con accanto la Madre addolorata che cerca di accarezzare il
corpo del Figlio. Al fianco opposto S.Francesco sostiene e presenta a Gesù morto in croce l’umanità
sofferente rappresentata da un lebbroso. Questa stazione propone figure più grandi anche per il tipo di
avvenimento cosmico, che coinvolge cielo e terra, la morte di un Dio);
-stazione XIII: La Deposizione (l’Addolorata accoglie nel grembo Gesù Cristo, con sorpresa quasi a non voler
accettare la sua morte, sembra chiamarlo, svegliarlo. Il corpo di Gesù infatti non sembra quello di un
cadavere, ma di un dormiente che non tarderà a svegliarsi. S.Francesco sembra ripetere nel gesto lo
stesso invito, e rappresentando tutti noi è genuflesso in sommersa ed angosciata preghiera);
-stazione XIV: La Sepoltura (il Sepolcro uguale a quello di Gerusalemme è rivestito dal marmo della zona, contiene
il “Cristo della Sindone” deposto, scolpito dal Beato Claudio Granzotto nel 1941, e che conferì
all’opera la vita misteriosa e perenne dei capolavori dell’arte che nessuno sa quanto possano influire
sul cuore umano);
-stazione XV: E’ Risorto (le Pie Donne stanno arrivando al Sepolcro con il vasetto dei profumi per completare la
sepoltura di Gesù, quando un Angelo trasmette loro la lieta notizia della Resurrezione. “E’ risorto, non
è qui. Vi aspetta in Galilea, Lui lo aveva detto”).
La Memoria di questo viaggio Doloroso possa essere di stimolo alla Conversione e forza per crescere nella conoscenza del Mistero di Cristo, e per testimoniarlo ovunque con degna condotta di vita.
 
 
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