MUSEO 'PADRE AURELIO MENIN'
Museo P.Menin
Inaugurata il 22 agosto 1972, è dedicato alla memoria del Francescano Padre Aurelio Menin (1917-1973), che ne è
stato l’ideatore ed il grande realizzatore. Questa stupenda raccolta lascerà al visitatore una grande meraviglia, ma anche un interesse più attento verso le proprie origini e la storia, raccontata appunto dai fossili che ci circondano e che ci hanno lasciato nei milioni di anni or sono una documentazione a dir vero strabiliante. E’ il frutto del certosino lavoro di ricerca, raccolta e catalogazione di reperti, estratti quasi tutti dalle cave di marmo della Valchiampo.
La sintesi in poche righe, come dice il Leonardi, è che questi ritrovamenti hanno “rilevato, localmente lo spostamento di insediamenti delle valli pedemontane agli ultimi bassi rilievi collinari ai limiti della pianura, in stretto rapporto cronologico al sorgere della civiltà paleoveneta”.
Questo lo ritroviamo analizzando la 1° sezione del museo,forse la più importante per la vallata, la PALETNOLOGIA.
Ma il Museo ospita in tutto ben 11 SEZIONI:
- la PALEONTOLOGIA (il più nutrito ed imperativo per la sua realizzazione; è la storia-geologia della nostra zona, raccontata dai fossili di animali e piante di età remote pietrificati che si trovano nei nostri monti. In questo gli fa da fronte la più alta lirica del poeta cittadino Giacomo Zanella con un piccolo complesso monumentale letterario
 “Sopra una Conchiglia Fossile”);
- la PALETNOLOGIA (reperti strumentali di insediamenti preistorici della popolazione locale per la conoscenza dell’industria litica del Paleolitico medio, dell’Eneolitico e delle fasi recenti del Bronzo, al IV periodo atestino, attraverso le 4 stazioni preistoriche dei Monti Calvarina, Madarosa, Parnese nei dintorni di Chiampo e del Monte Lago presso Montebello);
- la ETNOLOGIA (raccolta di arazzi, sculture, antichità, oggetti d’arte ed artigianato dei popoli di ogni continente, giunti dalle missioni);
- la GIPSOTECA del BEATO CLAUDIO (raccolta di gessi, marmi, bronzi, modelli, bozzetti, studi, copie, disegni, documenti, ecc. per circa 150 pezzi d’arte raccolti in “una vasta gamma di espressioni”);
-il MONUMENTO in BRONZO all’ingresso del Museo spicca per fargli onore a Padre Aurelio Menin, che poggia i piedi su alcuni reperti fossili della valle. Opera realizzata da D.Fracasso, che è appoggiata su un macigno ed ha per sfondo una rappresentazione in marmo grezzo delle 3 Cime di Lavaredo (Grandi Dolomiti) ed esprime “uno dei sentimenti più profondi e Francescani: prendere motivo delle meraviglie del cosmo per esaltare il Creatore”);
- la MINERALOGIA (raccolta splendida di minerali che mostrano la più raffinata e elementare costituzione
della terra);
- la CONCHILIOLOGIA (collezione di conchiglie marine, è un inno alla bellezza del Creato);
- la ZOOLOGIA (incantevole raccolta di circa 2000 animali imbalsamati di tutto il mondo,catalogati scientificamente e geograficamente. Consentono di vivere un sorridente incontro con il mondo a noi più vicino, la Fauna);
- l’ERBARIO FOTOGRAFICO popolare della valle del Chiampo (vicino alla Fauna troviamo la Flora, ossia una collezione fotografica di 50 erbe medicinali della vallata, accompagnata dalla denominazione scientifica, italiana e dialettale, con il suo utilizzo medicinale);
- le ARTI FIGURATIVE (raccolta di 125 opere religiose, tra pittura e sculture moderne, opera dell’Unione Cattolica Artisti Italiani, in omaggio al Beato Claudio);
- l’ARTE DELLA VALCHIAMPO (raccolta di opere e manufatti artistici ed artigianali della popolazione locale, mostra la fantasia, capacità artistica e creatività, frutto di sana tradizione);
- la GEOLOGIA APPLICATA (collezione di 75 qualità di marmo della Valchiampo, suddivise dal Triassico (200 milioni di anni) all’Eocene). Sono il risultato secondo lo stesso P.Aurelio Menin “della felice cristallizzazione di miriadi di alghe, corallinacee, madrepore, lamellibranchi, gasteropodi, i quali fissando il carbonato di calcio, una volta cresciuti e morti lasciavano banchi e barriere di coralli, gusci e conchiglie di calcare puro. Su questo spessore alla fine dell’Eocene medio (inizio Era Terziaria) un parossismo vulcanico riversò centinaia di metri di lave, che lo indurirono cristallizzandolo. E con l’esito migliore della sedimentazione e della diagenesi termica si ebbe il “marmo” vero e proprio, che ha dato vita allo sviluppo e a lanciarne l’industrializzazione della vallata”.
Proprio durante queste attente e meticolose ricerche, fino al punto di perdere la vita, il Padre Francescano Padre Aurelio Menin riuscì scavando tra gli strati delle cave in fase di escavazione per l’estrazione del marmo a ricondurci, descrivendone gli strati, le varie Ere che si sono susseguite in questa vallata:
-Era Secondaria: Triassico, Giurassico, Cretaceo;
-Era Terziaria (primi periodi): Paleocene, Eocene, Oligocene, Miocene;
-Era Quaternaria (ultimo milione di anni): presente nel fondo valle formato in gran parte da alluvioni;
-Era Primaria: sono presenti per il completamento dell’Era Archeozoica ed Era Primaria (Permiano, Carbonifero, Devoniano, Siluriano, Cambriano) e per i Fossili l’Oligocene, il Miocene e il Pliocene dell’Era Terziaria, in quanto non presenti qui con alcune tracce, dei pezzi rappresentativi da altre località.
 
 
-La “VITA PIETRIFICATA” nella Valle del CHIAMPO
-MUSEO di BOLCA
- Le località FOSSILIFERE (STAZIONI PREISTORICHE)
-Sentiero delle MAROGNE
 
-CRONOLOGIA DELLA TERRA
-ERE: SCALA DEI TEMPI