ARZIGNANO

Stemma Grifo Arzignano

Il comune di Arzignano è il più importante fra i comuni della valle.

Si estende ai piedi e sul pendio delle colline che, partendo dal quel punto e andando verso nord, dividono i due corsi d'acqua del Chiampo e dell'Agno, anticamente confluenti proprio allo sbocco delle due valli.

Il suo territorio ha una superficie di 3.434 ha., misura un'altitudine che va dagli 80 ai 675 metri s.l.m. e conta una popolazione residente di 22.712 abìtanti.

Probabilmente devono essere stati gli stessi abitanti ai tempi dell'antica Roma a dare a questa terra un nome collegato al suo corso d'acqua: "Arcignanum" o "Arzignanum" da "Agger", da cui argine, àrzene.

Su tutto il territorio sono state rinvenute svariate testimonianze risalenti all'epoca romana. In particolare a Tezze si sono trovate iscrizioni, edifici, suppellettili e monete di età imperiale, a Canova enormi piloni di un probabile impianto idraulico romano, mentre verso S. Bortolo il greto del Chiampo lascia tuttora visibili i resti di un ponte in pietra.

La prima citazione scritta che confermi l'esistenza di questa villa si ha nel 983, grazie ad una donazione a favore del monastero di S. Felice e Fortunato.

Dopo l'Impero Romano, Arzignano dovette subire diverse invasioni barbariche e la dominazione dei longobardi.

La sconfitta dei Longobardi arrivò per mano di Carlo Magno e si instaurò il tipico governo carolingio - feudale.

Nel 1200, in qualità di signori locali troviamo i conti di Arzignano, residenti nella fortezza sul colle S. Matteo. Nel 1311 Arzignano passò invece sotto la signoria dei Della Scala di Verona e nel XIV°secolo, proprio durante il periodo di dominazione scaligera, venne eretto il castello che possiamo ammirare tutt'oggi.

Nel 1404 il territorio fu annesso alla Repubblica Veneta, ma nel 1413 la popolazione dovette fronteggiare l'assedio degli Ungari, guidati da Pippo

Spano. I documenti storici riportano l'assedio, come pure il pubblico voto a S. Agata per un epilogo positivo.

Gli anni successivi furono di grande pace e prosperità, tanto che la popolazione crebbe vertiginosamente ed Arzignano, con i suoi 5.272 abitanti residenti, nel 1557 divenne il centro più importante del Vicentino.

Si incrementò pure l'agricoltura e la lavorazione dei panni-di lana e della seta.

Dopo la caduta della Serenissima, crisi e carestie accompagnarono la disfatta di Napoleone e il passaggio del territorio sotto il dominio Austro-ungarico.

I primi segni di ripresa li abbiamo nel corso del 1800 con il rinnovamento dell'acquedotto, la creazione dell'illuminazione notturna e la nascita delle

prime imprese di una certa dimensione, quali filande, officine e concerie.

L'annessione del paese all'Italia è datata 21 ottobre 1866.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale è esploso il boom economico che vede nei settori industriali e artigianali le forze trainanti.

Per questo Arzignano ha avuto uno sviluppo edilizio sempre crescente e concentrato nel territorio pianeggiante a sud del comune, ove fioriscono industrie elettromeccaniche, delle confezioni e soprattutto conciarie, che richiamano forze di lavoro dai centri limitrofi e dall'estero.

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Testi tratti da: “RICORDI DI UNA VALLATA” La Valle del CHIAMPO da CAMPODALBERO a MONTEBELLO nella collezione BRAVO PALMIRO CLAUDIO.

Arzignano

Le Frazioni
 
Ognissanti
 
CASTELLO
 
SAN BORTOLO
 
VILLAGGIO GIARDINO
 
SAN ZENONE
S.Maria ed Elisabetta
S.Bartolomeo
S.Giovanni Battista
San Zenone
 
RESTENA
 
 
PUGNELLO
 
 
COSTO
 
 
TEZZE
 
Beata Vergine di Monte Berico
Ss.Rocco e Sebastiano
Madonna Addolorata (Madonnetta)
Ss.Agata e Antonio Abate
 
 
 
 
San Rocco
 
 
 
Attivo centro industriale situato sulla riva sinistra del Chiampo, all'imbocco della valle omonima , a circa 20 Km a ovest di Vicenza.
(21107 abitanti nel censimento del 1991)
Il nome deriva da "Arx Jani": si ritiene infatti che il dio romano Giano fosse qui assai venerato; oppure dal nome latino "Argenianus", cioè terra, possedimento di "Argenius".
Nella località di Tezze furono rinvenuti edifici, iscrizioni, suppellettili e monete romane di età imperiale; sono inoltre venuti alla luce grandiosi piloni di un probabile impianto idraulico romano. Da questi fatti si può ritenere che nella zona ci fossero insediamenti stabili fin dal I° secolo d.C..
Scavi recenti in località Altura hanno poi confermato che tali insediamenti perdurarono anche in età longobarda. Arzignano si trova citata per la prima volta in un atto di donazione del 983 al monastero di San Felice di Vicenza.
Alla metà dell'XI secolo era possesso di signori locali, che ebbero il titolo di conti di Arzignano; tale signoria perdurò sino al tempo degli Ezzelini. All'epoca della dominazione scaligera, i conti furono a capo di un vasto movimento di ribellione che costò molte vite verso il 1340 e ancora nel 1412. Il paese aveva anche dovuto, nel 1377, subire il saccheggio di Bernabò Visconti. Nel 1630 fu il primo paese vicentino colpito dalla peste che si diffondeva da Verona; la micidiale epidemia fece 5.000 vittime. Fu legato in epoca seguente alle vicende di Vicenza e poco dopo il 1880 ebbe una linea tranviaria che lo collegava al capoluogo via Montecchio.
Vi nacque il disegnatore e pittore Achille Beltrame (1871-1945). Interessanti le villeMattarello, Montanari, Ziggiotti, ora Salviati, Leone Montanari.
In questa cittadina industriale sono particolarmente sviluppati a livello industriale e artigianale i settori elettromeccanico, meccanico, conciario, delle confezioni, edilizio ed estrattivo. Sviluppato è anche, di riflesso, il settore terziario dei trasporti e del commercio. Particolare importanza ha assunto il mercato delle pelli grezze e conciate. L'agricoltura ricopre un ruolo complementare ed i prodotti tipici sono ortaggi, vini e cereali.
 
 
 
GIANO
Può essere annoverato tra le divinità marine, o per lo meno "acquatiche" anche Giano in quanto, secondo una versione del mito, sarebbe stato il primo dio di Roma (e in effetti esso non trova riscontro in altre mitologie e fu tipicamente italico e latino), dove giunse per mare dalla Tessaglia. Era quindi considerato l'inventore delle navi e il protettore della navigazione, dei porti e delle vie fluviali.

Giano bifronte.
Testa
fittile da Vulci, II sec. a. C.
(Roma,
Museo Nazionale Etrusco
di Villa Giulia
).
 
Si credeva inoltre che avesse il potere di far zampillare all'improvviso dal terreno sorgenti e polle d'acqua, come ad esempio accadde quando salvò Roma dai Sabini, nemici dei Romani, che stavano per entrare in città attraverso una porta, rimasta inspiegabilmente aperta: fece scaturire una sorgente, addirittura una cascata, che mise in fuga gli assalitori.
Ma Giano, definito anche Janus Pater, padre di tutti gli uomini, della Natura e dell'Universo, fu essenzialmente il dio dell'apertura e dell'inizio, con caratteristiche simili a quelle della divinità solare che apre il cammino alla luce accompagnando l'attività umana nel corso della giornata.
Il suo nome stesso evoca la porta, in latino ianua, e januarius è il mese che apre l'anno e dà inizio alle stagioni, e il primo giorno di gennaio veniva dedicato alla festa del dio. Presiedendo alle porte, aveva la chiave e il bastone; sorvegliava tutto ciò che stava all'interno della città o della casa, non perdendo però di vista quello che accadeva all'esterno, e quindi era rappresentato con due facce (Giano bifronte).
La prima preghiera nell'intraprendere qualsiasi impresa o attività era sempre rivolta a Giano, che proteggeva anche il concepimento e la nascita, principio della vita individuale.
Il tempio a lui dedicato doveva rimanere aperto in occasione di imprese belliche, ma solennemente sbarrato in tempo di pace, e le cerimonie che avevano luogo per la chiusura delle porte del tempio tendevano ad esaltare il ruolo di custode della pace del dio Giano, perché solo in una situazione di tranquillità la vita quotidiana può dar luogo ad esordi positivi e creativi.
Origine del nome. Da "Arx Jani": si ritiene infatti che il dio romano Giano fosse qui assai venerato; oppure dal nome latino "Argenianus", cioè terra, possedimento di "Argenius".
Nella località di Tezze furono rinvenuti edifici, iscrizioni, suppellettili e monete romane di età imperiale; sono inoltre venuti alla luce grandiosi piloni di un probabile impianto idraulico romano. Da questi fatti si può ritenere che nella zona ci fossero insediamenti stabili fin dal I° secolo d.C..
Scavi recenti in località Altura hanno poi confermato che tali insediamenti perdurarono anche in età longobarda. Arzignano si trova citata per la prima volta in un atto di donazione del 983 al monastero di San Felice di Vicenza.
Alla metà dell'XI secolo era possesso di signori locali, che ebbero il titolo di conti di Arzignano; tale signoria perdurò sino al tempo degli Ezzelini. All'epoca della dominazione scaligera, i conti furono a capo di un vasto movimento di ribellione che costò molte vite verso il 1340 e ancora nel 1412. Il paese aveva anche dovuto, nel 1377, subire il saccheggio di Bernabò Visconti. Nel 1630 fu il primo paese vicentino colpito dalla peste che si diffondeva da Verona; la micidiale epidemia fece 5.000 vittime. Fu legato in epoca seguente alle vicende di Vicenza e poco dopo il 1880 ebbe una linea tranviaria che lo collegava al capoluogo via Montecchio.
Vi nacque il disegnatore e pittore Achille Beltrame (1871-1945).

Rione Castello. E' un caratteristico agglomerato di case chiuse entro una cinta muraria in pietra nera, costruita nel secolo XIV dagli Scaligeri sul luogo di un precedente fortilizio dei conti di Arzignano (secolo XIII). Nel secolo XV Venezia vi pose la sua vicaria. Conserva la maggior parte delle 14 torri originali, 2 porte, tracce di merlature e camminamenti.
Villa Mattarello. Edificata nel 1738, viene attribuita al Muttoni. Preceduta da un piazzale a giardino, ha un profondo portico e un ampio loggiato a cui si sale da una doppia rampa di scale.
Settecentesca è pure la Villa Montanari.
Chiesa di Santa Maria. Sorge entro il recinto di Rione Castello. Pieve antica, fu ricostruita tra il 1836 e il 1850. Nell'interno conserva due statue del 1400 raffiguranti "San Nicola" e "San Rocco"; un politico di scuola padovana del '400: "Madonna col Bambino, 12 Santi e Crocifissione"; un dipinto di Francesco Maffei: "Visitazione", 1645.
Chiesa di San Bartolomeo. Ricostruita tra il 1894 e il 1903, conserva del precedente edificio il campanile tardo-romanico che risale ai secoli XIV-XV.
Oratorio dei Santi Rocco e Sebastiano. Risale al 1633; rimaneggiato in epoche seguenti, conserva un altare del '700 e una bella pala del Dalle Rive.
Al 1686 risale l'oratorio di San Gaetano.
Chiesa parrocchiale di Ognissanti. Eretta nella prima metà del secolo scorso su disegno di Francesco Antonio Baccari, le fu affiancato nel 1883 un alto campanile. Venne compiuta nella facciata solo nel 1960. Conserva in sacrestia una "Deposizione" della fine del '500 attribuita a Francesco Bassano il Giovane.
Chiesa di Santa Maria in Allo. Rifatta nel 1935, conserva un dipinto del '400 attribuito a Battista da Vicenza.
Cappella di Sant'Agata. Si trova a Tezze. Eretta nel 1413, fu ampliata nel 1931. Conserva una pala votiva che ricorda l'"Assedio degli Ungheri al castello" nel 1412, opera di Alessandro Maganza (1615).
Villa Ziggiotti. Ora Salviati, verso Pugnello. Ha portico e loggia centrale; ad essa fu aggiunta nel secolo scorso una breve ala neogotica.
Villa Leone Montanari.
Chiesa di S. Agata. (1413)
Oratorio di S. Bernardino. (fine cinquecento).

In questa cittadina industriale e nel suo territorio situato nel fondo della vallata del Chiampo sono particolarmente sviluppati a livello industriale e artigianale i settori elettromeccanico, meccanico, conciario, delle confezioni, edilizio ed estrattivo. Sviluppato è anche, di riflesso, il settore terziario dei trasporti e del commercio. Particolare importanza ha assunto il mercato delle pelli grezze e conciate. L'agricoltura ricopre un ruolo complementare ed i prodotti tipici sono ortaggi, vini e cereali. L'economia di Arzignano richiama forze di lavoro da diversi altri Comuni, fungendo da centro catalizzatore della vallata del Chiampo.
Mercato: Ogni martedì.
Fiere: Il 24 agosto "fiera di S. Bortolo".
Dal 1° al 4 novembre "fiera dei Santi".

Biblioteca Civica
Via del Grifo, 15 (orario 9-12, 15-19 escluso il sabato pomeriggio).

Carabinieri (Pronto Intervento)
Corso Mazzini 62 - Tel. 670023

Chiese parrocchiali
Ognissanti: Via Cavour - Tel. 0444/670029
S. Agata: Via Montecchio - Località Tezze - Tel. 0444/671558
S. Bortolo: Via del Rosso - Tel. 0444/670072
S. Giovanni Battista: Via Monte Grappa, 1 - Tel. 0444/670456

Ospedale Civile
Via del Parco, 1 - Tel. 0444/479111

Poste e telegrafi
Piazza Marconi - Tel. 0444/450806
Villaggio Giardino - Tel. 0444/450911
Tezze - Tel. 0444/482108

Rocca del Castello Medioevale Sede Casa Canonica del Castello
Tel. 0444/670381

Scuole Materne
Via Roma - Tezze - Tel. 0444/482458
E. Motterle: Via IV Martiri, 7 - Tel. 0444/676968
S. Bortolo: Via Veneto - Tel. 0444/670655

Scuole Elementari
Via S. Zeno - Tel. 0444/673263
Via Trento - San Rocco - Tel. 0444/674317
Castello: Via Castello - Tel. 0444/673264
C. Verlato: Via Mameli - Tezze - Tel. 0444/482217
G. Marcon: Via Mandonna dei Prati - Costo - Tel. 0444/675135
Villaggio Giardino: Via Villaggio Giardino - Tel. 0444/673265
Corso Mazzini, 85 - Tel. 0444/451774
Via Lucania - S. Bortolo - Tel. 0444/672939

Scuole Medie
E. Motterle: Via Quattro Martiri, 71 - Tel. 0444/670400
G. Zanella: Via Bonazzi, 14 - Tel. 0444/670168

Vigili del Fuoco
Tel. 0444/670222

Posto telefonico pubblico
Bar Marconi: Piazza Marconi, 11 - Tel. 0444/670079-670500 - Orario: 7-21

Elettricità
Tel. 0444/499217

Gas
Tel. 0444/670213

Guardia Medica
Tel. 0444/479111

Polizia Municipale
Tel. 0444/476511

Rassegna bandistica (maggio)
Arzignano pedala (maggio)
Serenata al Grifo (giugno)
Meeting internazionale di atletica leggera (luglio)
Insalata di riso, rassegna di teatro comico organizzata dal Gruppo Histriones
Settembre in piazza (settembre)
Comix, rassegna di teatro comico professionistico (settembre)
Autunno Arzignanese (ottobre/novembre)
Fiera dei Santi (novembre)