La Madonna della Pieve
La Madonna della Pieve
 
La MADONNA DELLA PIEVE è un’antica chiesetta, sorta verso il 1000 d.C., dalla quale prese inizio l’Evangelizzazione della Valchiampo.
Da qui difatti si diffuse il Cristianesimo crescendo tutt’intorno con la nascita poi delle Cappelle, destinate ad evolversi nel secolo XIII in Parrocchie, dei SS.Simone e Giuda a Nogarole, S.Nicolò ad Altissimo, S.Andrea a Crespadoro, S.Margherita a Durlo, S.Giovanni in LEROGNA.
Per secoli ha raccolto la devozione Mariana delle valli circostanti. Abbattuta verso il 1240, venne quasi subito ricostruita ed ampliata. Questa chiesa è ricordata in documenti intorno il 1300. Secondo Pietro De Marchi un’organizzazione ecclesiastica della Valle del Chiampo era ben sviluppata nel secolo VIII, e quindi probabilmente doveva avere fondamenta più antiche. Giovanni Mantese in un documento del 1297 informa che la Pieve di Chiampo fosse una Collegiata con almeno tre sacerdoti.
L’ubicazione dell’antica Pieve venne scoperta nel 1910, scoprendone le fondamenta di una chiesetta (nel momento di costruzione del nuovo cimitero comunale) con descritte la forma quadrata dell’edificio, l’abside ad oriente ed il pronao. Notizie che indicavano l’antichità della costruzione, in quanto strutture come quelle delle antiche chiesette campestri dei Sec.IX e X, presenti anche altrove nella Diocesi di Vicenza.
Date le notevoli proporzioni, trattandosi di chiesa parrocchiale Pievana, tale sua funzione fa pensare ad un’origine dell’epoca Carolingia e tardo Romana. L’edificio dovette poi forse essere demolito con edificio sostitutivo, ricordato nella visita pastorale del 1460 e trovato “in buone condizioni”, in quella vescovile del 1530 definito “antico nella sua struttura”, ed in quella del 1641 in corso di restauro il Vescovo trovò la chiesa “antichissima”.
Santa Maria della Pieve rimase sede parrocchiale fino al Sec.XV: nel 1479 la residenza dell’arciprete di Chiampo si spostò nella più centrale chiesa di S.Martino, in seguito allo sviluppo ed insediamento urbano verso Nord, e per cause salutari dato che la zona della Pieve era poco salubre a causa delle acque che vi stagnavano dopo gli straripamenti del fiume.
Ci sono poi immagini della Pieve tratte da 2 mappe della zona, del 1681 di Angelo Zanovello e del 1726 di Giandomenico Dall’Acqua. Quest’ultima risponde realisticamente alla Pieve ricordata dagli anziani e ritrovata dai Frati Francescani nel 1867. L’edificio sacro con il campanile, la sacrestia e la casetta del sacrestano; infine una “finestrella” a mò “da stalla” di un tempo usata per “comunicare” con l’immagine della Vergine della chiesetta accendendovi una candelina e appendendo dei fiori campestri alla piccola inferiata.
La Pieve poi, perduta ogni giurisdizione, diventò Santuario Mariano, valorizzando il culto di una “Immagine della Beata Vergine”, per molti fedeli devoti.
L’ALTARE MAGGIORE del 1743 in stile barocco di tipica composizione architettonica comune agli altari del Vicentino e del Veneto del Sec.XVIII è di artista veneto e di buona fattura per intaglio ed armonia di proporzioni e di accostamenti cromatici.
Nel 1866 la posa nella chiesa della MEMORIA dettata dal Poeta concittadino GIACOMO ZANELLA in ricordo dell’Abate PAOLO MISTRORIGO.
Nel 1867 ci fu l’arrivo dei primi 2 Frati Minori, cacciati dal Convento di S.Lucia in seguito alla soppressione degli ordini religiosi; e nel 1876 l’arrivo dei primi 5 Fratini espulsi dal Cimitero di Verona.
Nel 1895 ci fu la costruzione di 2 ALTARI MINORI in marmo bianco dedicati a S.FRANCESCO di Assisi e a S.ANTONIO da Padova; nel 1897 il rifacimento della pavimentazione.
Ritornando alla descrizione dell’Altare Maggiore, esso è di marmo bianco di Chiampo con colonne e svecchiature in marmi policromi di provenienza esterna. Sopra la mensa, impostate su una gradinata, si alzano 2 coppie di colonne con capitelli di ordine composito che sostengono frammenti di trabeazione ed una cimassa ornata con motivi floreali ed una testa di serafino. Tra le colonne un arco centrale con sulla chiave una coppia di teste di serafini. L’altare in parola, proveniente dalla chiesa precedente, fu leggermente modificato, togliendo le 2 colonne interne ai lati del fornice portandole da 6 a 4.
La STATUA della MADONNA con il BAMBINO IN BRACCIO risale al 1480, di marmo dipinto, opera di scultore locale. L’immagine della Madonna presenta la Vergine Maria che con un braccio regge il Bambino Gesù e con l’altra mano presenta ai fedeli un frutto (una mela), da cui è sbocciato un fiore prezioso, per ricordare che Maria è la “Nuova Eva” da cui è venuta la vita per un’umanità nuova: Gesù frutto benedetto del suo grembo.
Due angeli scolpiti in pietra ma non visibili (probabilmente per diversa originaria collocazione dell’altare) sostengono il trono su cui sta la Vergine: seduta ed incoronata come Regina degli Angeli e dei Santi.
Assai apprezzata anche da Frà Claudio Granzotto (autore della copia della Grotta di Lourdes) ”è un’immagine espressiva. Ha un atteggiamento regale di nobiltà e di serenità come una Matrona seduta col Bambino sul ginocchio”. Le due corone sono infine un’aggiunta del Settecento.
Riguardo il Patrimonio Pittorico della chiesa, esistono 2 quadri:
L’INCORONAZIONE DELLA VERGINE su tela cm.112 x 89 del Secolo XVIII, situata dietro l’Altar Maggiore è donazione di una famiglia veneziana.
L’ASSUNZIONE DELLA VERGINE su tela cm.138 x 195 del Secolo XVIII di forma ottagonale, già pannello centrale del soffitto della chiesa precedente, si trova sopra l’ingresso principale, ed è “opera di indubbia atmosfera veneta e di un pittore che risente l’influsso del Piazzetta e del Tiepolo”.
 
Il ROSONE CENTRALE e le 8 FINESTRE LATERALI sono di vetro istoriato:
-il 1° rappresenta l’Arrivo dei primi 2 Frati nel 1867 alla Pieve; le altre sono:
-l’Immagine di Frà Claudio Granzotto che eresse la vicina Grotta DI Lourdes;
-Scene dell’Annunciazione;
-la Visitazione di Maria ad Elisabetta;
-la Natività;
-l’Incoronazione della Madonna;
-la Resurrezione;
-la Disputa di Gesù tra i dottori del Tempio;
-la Visita dei Magi.
Nei sottostanti MEDAGLIONI, le IMMAGINI:
-dell’Immacolata della Grotta;
-Padre Ignazio Beschin;
-dei Martiri Padre Angelico Melotto ed Epifanio Pegoraro;
-del Beato Isnardo da Chiampo;
-del Sindaco Antonio Fracasso che accolse alla Pieve Frati e Fratini;
-del Padre Bernardino da Portogruaro che volle la erezione del Seminario Francescano;
-del Poeta Giacomo Zanella (che secondo Fedele Lampertico ed Arturo Graf celebrò l’Immagine della Madonna qui venerata: “O se quel dolce labbro che d’amore – pur sorridendo parla si schiudese – Se ciò che ascose in core – per tanto tempo quella pia dicesse …”).
Nel 1983 viene aggiunta alla Pieve lo svettante attuale CAMPANILE in cemento armato, progettato dall’Ing.
Ferruccio Zecchin con 9 campane.
In un cortile del Convento dei Frati c’è una STATUA di S.Francesco di pietra tenera di Vicenza e di ferro. E’ attribuita a scultore veneto del Secolo XVII, proviene dal Convento dei Frati di S.Maria delle Grazie di Arzignano soppresso sul finire della Repubblica Veneta e rappresenta il Santo, a figura intera, in adorazione della Croce.
 
INTERNET: www.santuariochiampo.com        www.fraclaudio.it        
TEL.0444/623250
FAX.0444/426637
Processione della MADONNA della PIEVE: 29 settembre 2002 (in occasione per i 150 anni della Chiesa Parrocchiale S.Maria e San Martino)
 
Santuario Santa Maria della Pieve di Chiampo

Santa Maria della Pieve

Il Santuario di Santa Maria della Pieve era in origine una delle antiche chiese campestri del IX e X secolo. Originariamente aveva pianta rettangolare e l'abside era rivolta a oriente. Nel 1240 la piccola chiesa fu demolita per essere ricostruita su nuova area. In seguito fu ulteriormente ampliata; la chiesa attuale risale al 1962. Dal 1867 è officiata dai Frati Minori Francescani. Da allora la presenza dei francescani si è sviluppata con il Seminario (1876-1996) e il complesso del santuario.
All'interno rimangono alcune testimonianze della storia dello stesso negli arredi e nelle opere d'arte. Particolarmente interessante una Vergine col Bambino in pietra policroma e in forma gotica quattrocentesca. Di buona fattura anche l'altare barocco del 1743.
Vicino alla pieve, un sentiero con le stazioni della Via Crucis (1989) conduce alla grotta di Lourdes (1935), opera del Beato Fra Claudio Granzotto.
La Via Crucis - approfondimento liturgico
Fonte: "Santuario Grotta di Lourdes del Beato Claudio" a cura della Comunità Francescana "La Pieve"
Testo approvato dall'Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Vicenza
Indirizzo: via della Pieve, 86 - 32072 Chiampo - tel. 0444 623250 - fax 0444 420895 - mail fratichiampo@libero.it URL: http://www.santuariochiampo.com

ORARI del SANTUARIO:

S. Messe feriali: 7.00, 8.00, 9.00
S. Messe prefestive: 18.00 (settembre-aprile), 20.30 (maggio-agosto)
S. Messe festive: 7.00, 8.00, 10.00, 11.15, 16.30, 18.00
Confessioni: 7.00-12.00 e 15.00-19.00
Celebrazione del Vespro (festivi): 15.30

Celebrazione della Via Crucis (tutti i venerdì): 15.00 (settembre-maggio), 20.30 (giugno-agosto)

Visite alla Pieve: tutti i giorni 7.00-12.00 e 15.00-19.00;

Visite alla Grotta e alla Via Crucis: tutti i giorni 8.00-19.00

Museo e Negozio oggetti religiosi:

martedì-domenica 8.00-12.00 e 15.00-18.00 (invernale);

martedì-domenica 8.00-12.00 e 15.00-19.00 (estivo);

chiuso lunedì.