CARNEVALE 2009 - OVEST VICENTINO

ANNO 2009

Luogo

CARNEVALE

01-03

CHIAMPO

 

24-02

ARZIGNANO

http://www.comune.arzignano.vi.it/jsparzignano/procedure.jsp?serviceID=183

22-02

TRISSINO

http://www.comune.trissino.vi.it/a_1244_IT_28840_1.html

S.GIOVANNI ILARIONE

Locandina carnevale

http://www.ilarione.it/allegati/carnevale2009.pdf

24-02

22-02

15-02

08-02

MALO

   http://www.carnevaledimalo.it/il_programma.html  

15-02

BRENDOLA

http://www.prolocobrendola.it/manifesti/MAN%20carnevale%20%20(3).pdf

CORNEDO

www.procornedo.it/manifestazioni/2009%20sfilata%20carnevale.htm

MONTECCHIO MAGGIORE

http://www.comune.montecchio-maggiore.vi.it/content/view/556/664/

VALDAGNO

http://www.comune.valdagno.vi.it/a_250_IT_28956_1.html

Vicenza

http://www.comune.vicenza.it/albo/notizie.php/55154

La storia del Carnevale

La festa di Carnevale risale al periodo greco-romano ed è strettamente legata alle cerimonie pagane, probabilmente in onore del dio Saturno, per propiziare un raccolto copioso. Più tardi è entrato a far parte del calendario liturgico ponendosi tra l'Epifania e la Quaresima, periodo in cui cominciava l'astensione dalla carne. Il termine "carnevale" deriva, infatti, da "carnevalare" (carnem levare) che significa "togliere la carne dalla dieta". Nel medioevo i giorni martedì e giovedì prima delle ceneri, detti "grassi", si festeggiava con ricchi banchetti e ogni tipo di divertimento.
In Italia la data ufficiale che apre la festa è il 17 gennaio, ma nei piccoli paesi della penisola e nel resto del mondo le date di apertura del carnevale sono variabili. Possono cominciare il giorno di Santo Stefano, l'Epifania, il 17 gennaio o il 2 febbraio.
Gli ultimi tre giorni o il solo "Martedì grasso" hanno luogo i festeggiamenti più sfrenati con giochi e balli in maschera. 
Il  vero scopo del carnevale è la purificazione. Un particolare, infatti, unisce tutti i luoghi il giorno in cui i carri allegorici sfilano mostrando le proprie maschere e cioè il funerale di un enorme "omaccione", che altro non è che l'anno vecchio che muore e porta via con sé tutti i mali passati.

Le maschere tradizionali di Carnevale

L'uso delle maschere di Carnevale ha origini teatrali: la commedia dell'arte ha dato vita a personaggi tipici che sono entrati a fare parte del costume italiano. Nascono dal teatro buffonesco e popolare delle fiere e più tardi giungono alla tipizzazione universale sottolineando i vizi e i difetti degli uomini.

La prima figura comica, diventata poi personaggio fisso della commedia, era lo "zanni" . Originario del bergamasco, rappresentava il contadino povero e ignorante. Con gli anni la figura degli zanni si distinse in due categorie: il servo furbo, o primo zanni, e il servo sciocco, o secondo zanni. Da questo momento nascono maschere come Brighella e Arlecchino entrate a far del costume italiano.

Arlecchino: Nell'alto medioevo Harlequin era una maschera paurosa e diabolica. Alla fine del '500 venne raffinato facendolo furbo e intelligente, mutando nel linguaggio la volgarità in astuzia. Dalla Francia passò in Italia con molta fortuna. Nel '700 Goldoni lo introdusse nella commedia letteraria.
Abito: a pezze multicolore, maschera nera, dialetto pseudo bergamasco, astuzia, coraggio e poltroneria. Ebbe particolare fortuna nel '700, durante l'800 la sua figura decadde per essere ripresa durante il teatro dei burattini, come protagonista di farse e di commedia per fanciulli.
Nel Novecento nuovi interpreti hanno ridato vita alla vecchia maschera con studio profondo delle sue radici storiche ma anche con uno spirito critico e una moderna sensibilità.

Balanzone: E' uno dei due vecchi dalla commedia dell'arte e appare già nella commedia cinquecentesca. Nella commedia dell'arte prende il nome di Graziano di Baolardo o Balanzone( da balle = frottole che raccontava). E' più spesso dottore in giurisprudenza che non in medicina, parla il dialetto bolognese e infarcisce la sua oratoria con errate citazioni latine e con spropositi comici e grossolani, detti con severità. Vesta la toga con collare bianco all spagnola, cappello nero a grandi falde; porta sotto il braccio libri voluminosi e polverosi. Dalla commedia dell'arte è passata ne teatro letterario.

Brighella: nella commedia dell'arte veniva identificato come lo "zanni". Nel 1650-51 era assai apprezzata nelle parti di Parma e di Modena e contemporaneamente anche in Francia.
Brighella è un tipo di servo avventuriero munito di coltello e pronto a qualsiasi azione e intrighi, il che ha dato origine al suo nome. E' di Bergamo come Arlecchino: è vestito di bianco con galloni verdi. Sa suonare e cantare tanto che è chiamato pure "Flautino". Goldoni lo ha introdotto tra le sue maschere trasformandolo talora in servo affettuoso e disincantato.

Colombina: moglie o amante di Arlecchino: svolgeva la parte di servetta vivace, civetta e furbissima. Appare già nel 1530 nella commedia dell'arte.

Gianduia: Si tratta della maschera piemontese più famosa, nata per opera del burattinaio Gian Battista Sales nel 1798. Gianduia era un contadino di animo buono e generoso ma anche furbo e astuto, amante della buona tavola e del vino. Il suo nome originario era Gioan d'la douja che fu presto abbreviato con Gianduja, la sua compagnia è Giacometta. Gianduia rappresenta la gioia e la festa per l'intero Piemonte.

Meneghino: il suo luogo di nascita è Milano e rappresenta il contadino semplice e un po' rozzo. L'abbigliamento è caratterizzato dalle calze a strisce bianche e verdi, una casacca sempre con orli verdi, pantaloni marroni e tricorno. Il carattere è semplice e buono, non è istruito ma sicuramente furbo e pieno di buon senso.

Pantalone: Veneziano, mercante dapprima dipinto vecchio, avido e tirchio, poi è trasformato nel saggio e buon padre di famiglia. Veste in velluto o stoffa rossa, con calze rosse e berretto. Non abbandona mai la borsa con i suoi averi.

Pulcinella: protagonista della scena napoletana della Commedia dell'Arte. Famosa non solo in Italia ma anche in Francia, Spagna e Germania. La sua creazione si deve, molto probabilmente, a Silvio Fiorillo da Capu che lo interpretò sul palcoscenico. Furbo e pigro, la sua maggiore occupazione è mangiare, si adatta a tutto e finisce sempre per combinare guai e farsi bastonare.

Stenterello: Nel 1793 a Firenze nasceva la maschera di Stenterello, per mano dell'orologiaio Luigi Del Buono.
Creato per impersonare la gioia  e lo spirito fiorentino, generoso con i poveri, acuto e scaltro, la sua saggezza è unita all'ottimismo. Indossa una giacca blu, panciotto con puntini verdi e pantaloni neri e corti. La nota caratteristica del suo abbigliamento sono le calze: una rossa, l'altra a strisce. In testa ha sempre il cappello e parrucca con codino.