FATIMA: Il 3° Segreto
FATIMA: Il 3° Segreto

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13 maggio 1917. Lucia Dos Santos e i suoi cugini Francisco e Jacinta Marto, tre poveri pastorelli portoghesi stanno conducendo gli animali al pascolo. All'improvviso una luce, una Signora che si materializza dal nulla.

È la prima di sei apparizioni della Madonna, tutte annunciate e tutte ad ogni 13 del mese.
La storia del segreto di Fatima comincia così.

Attraverserà tutto il Novecento, intrecciandosi con gli eventi del secolo e con gli avvenimenti che lo hanno segnato.

Poi, ottanta anni più tardi, il 13 maggio del 2000 a Fatima, il Cardinale Sodano svela la terza parte del segreto, l'unica a non essere ancora stata rivelata.
Ma è tutto davvero chiarito? Perché c'è chi non crede che il Terzo segreto sia l'attentato al Papa del 1981, come sostiene il Vaticano. E l'apocalisse di cui ha parlato Suor Lucia quando arriverà?

 

Una visione dei bambini di FATIMA è stata resa nota nella parte finora tenuta segreta, e molto attesa. Non c’è, nel “SEGRETO” che il Card. Ratzinger ha ricordato essere una “Rivoluzione Privata”, “credibile”, ma alla quale non si è “obbligati a credere” essendo un linguaggio “simbolico”, né la previsione della fine del mondo, né di una divisione nella Chiesa, che venivano ipotizzati.

Il messaggio di fondo, diceva ancora il allora Cardinale Ratzinger, è che l’AMORE VINCE SULL’ODIO, MA L’UOMO E’ E RESTA SEMPRE LIBERO.

E’ un grande appello alla CONVERSIONE ed alla PENITENZA, perché non mostra un futuro già passato, ma mobilita le FORZE del CAMBIAMENTO per il BENE.

“Voi avrete tribolazioni nel mondo, ma abbiate fiducia: io ho vinto il mondo” aveva detto Gesù nel Vangelo di Giovanni (16,33). Il messaggio di Fatima ci invita ad affidarci a questa promessa.

 

Il documento

ECCO LE PAROLE ATTESE

Scritto da SUOR LUCIA,

unica dei pastorelli ancora in vita.

J.M.J.

La terza parte del segreto rivelato il 13 luglio 1917 nella Cova di Iria-Fatima.

Scrivo in atto di obbedienza a Voi mio Dio, che me lo comandate per mezzo di sua Eccellenza reverendissima il Signor Vescovo di Leiria e della Vostra e mia Santissima Madre.

Dopo le due parti che ho già esposto, abbiamo visto al alto sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l’Angelo indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza! E vedemmo in una luce immensa che è Dio: “qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti” un Vescovo vestito di bianco “abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre”. Vari altri Vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c’era una grande Croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia; il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i Vescovi sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni. Sotto i due bracci della Croce c’erano due Angeli ognuno con un annaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio.

                                                                                                          Tuy – 3-1-1944