MONTORSO VICENTINO

L'abitato di Montorso Vicentino sorge armoniosamente sui pendii di alcuni piccoli colli, dominanti Io sbocco della valle del Chiampo.

Proprio per la sua posizione invidiabile, per la dolcezza con la quale il paese si armonizza con la natura e per le Prealpi che gli fanno da sfondo, è ritenuto uno dei centri più pittoreschi della vallata.

I dati territoriali sono: superficie 923 ha., altitudine 112 metri s.l.m. (min.70max 400), 2.874 abitanti.

Anche per questa villa, i pareri sull'origine del nome sono discordi.

C'è chi vorrebbe far derivare la parola Montorso dal signore del castello e del territorio circostante, un certo Orso Trissino (discendente dal duca del Friuli) e che si dice abbia attribuito personalmente il nome "castrum monti ursi" al suo maniero.

Altri sono propensi a considerare gli orsi come punto di partenza, visto che nei boschi delle colline ne vivevano alcuni.

Nel corso della storia, proprio il castello di Montorso si è reso punto focale di alcune alterne vicende, che hanno minato e sconvolto la vita della comunità.

Ad esempio, nel 1237 Uguccione Pileo, a quel tempo signore di Montorso, si ribellò all'autorità imperiale, e come conseguenza vi fu l'assedio del castello, durato ben 40 giorni, conclusosi con la resa.

Pochi anni dopo, ed esattamente nel 1241, Ezzelino Da Romano volle sedare una volta per tutte il malcontento della signoria locale e, alla testa di un agguerrito esercito, rase al suolo le case, il castello e le torri della famiglia Pilei.

Montorso fu saccheggiato altre volte, come nel 1314 dagli Scaligeri, e in questo frangente il maniero venne definitivamente distrutto.

Dopo i Pilei, molti altri signori imposero il loro nome e la loro autorità alle genti del luogo; si aggiunsero infatti i Padovani, i Nogarola e, intorno alla metà del quindicesimo secolo, i Da Porto.

I monumenti che Montorso può esibire con orgoglio sono alcuni.

Il più importante è sicuramente la villa Da Porto Barbaran, costruita tra il 1662 e il 1724.

Della famiglia Da Porto faceva parte Luigi Da Porto (1485-1529), il quale scrisse la prima stesura della novella che, nelle mani di Shakespeare, divenne una delle tragedie classiche più famose e apprezzate al mondo, ossia "Giulietta e Romeo".

Altri monumenti degni di nota sono la torre campanaria della chiesa antica e l'attuale chiesa arcipretale di S. Biagio, definita una delle più belle del Vicentino.

Anche a Montorso l'agricoltura è stata e rimane tuttora la risorsa economica principale, specializzatasi soprattutto nella coltivazione di ortaggi, cereali, foraggio e viti.

Tuttavia sta prendendo sempre più impulso il settore dell'industria, che ha visto nascere e imporsi all'attenzione un sempre maggiore numero di imprese, per Io più impegnate nella concia delle pelli.

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Testi tratti da: “RICORDI DI UNA VALLATA” La Valle del CHIAMPO da CAMPODALBERO a MONTEBELLO nella collezione BRAVO PALMIRO CLAUDIO.